martedì 19 maggio 2026

Un uomo e una bici vecchia

Dov'ero rimasto?
Non mi ricordo, tanto vale che salti qualche pezzo.

Fatto sta che, da qualche tempo, dispenso (di nuovo) consigli ed incoraggiamenti alle persone, alle amiche e amici della mia squadra che corrono.
Dire che faccio il coach è fuori luogo, ecco.
Io grido ed incoraggio e basta 
Capita sempre, o quasi, in allenamento.
È sempre, più o meno, la stessa routine: ritrovo, indicazioni iniziali, si parte e si va.
Chi ride, chi ascolta. Chi ignora, tanto è lì solo per la compagnia.
Io? Io parto e parlo. Piazzo qualche urlo, se vedo che può fare break.
Diversamente trovo qualche difetto da correggere e lascio scorrere l'allenamento.
Poi sarei capace anche a caricare le gente come una molla, ma succede solo con quelli che lo vogliono veramente.
Non sono tutti uguali. Non siamo tutti uguali.
Va tutto avanti così, apparentemente monotono, ma poi qualcosa succede.......
Succede che quell'elettricità, che si provava in giorni distanti, torna a ripresentarsi.
Uguale uguale.
Dopo tanto parlare, correre, magari non pensarci nemmeno così tanto, si arriva all'imminenza di una gara.
Magari di una un po' più importante delle altre.

Quando te ne rendi conto, cambia il fine di ogni pensiero e ogni azione che stai facendo.

Devi essere lì. Ne vale la pena.
Calcoli, strategia, pianificazione, mosse.
Tutto per essere lì, nel posto giusto.
Nel momento giusto.
Con quel rottame di bici vecchia che hai.
Manco dovessi andare in guerra, ma la tua battaglia è quella li

L'ultima TuttaDritta non fa eccezione, tutt'altro.

Tempi, whatsapp, raccomandazioni, whatsapp, appuntamenti, whatsapp, dove ci vediamo?....ancora whatsapp.
La sveglia presto non è un problema, la bici in macchina già la sera prima.
La colazione saltata, tanto la testa è da un'altra parte.
Piove a pentolate.
"Parcheggio qui o parcheggio la?"
È l'ultimo dei problemi, tanto sei già sul posto un'ora prima.
Comunque .....giardini Colombo.
Si monta la bici, casco stretto e si va.

"Ciao, già qua?"
"Come stai? Sei pronto?"
Ma anche..."vado al ritrovo, ci vediamo la, cazzo quanto piove.?".
"Dove saranno? Dove metto la bici? Ci sono tutti?"
"Dov'è?"
Curiosità di frasi dei giorni precedenti da soddisfare, parole in libertà. Sguardi di sfuggita, tutto apparentemente fuori controllo.
"Scaldatevi, fatelo qua sotto."
"Ci vediamo sul percorso."
Segno della croce.
Da lì in poi si spera solo di vedere, di riconoscere.
E poi arrivano, non c'è più tempo per pensare.
Pronti a imbucarsi ed affiancare.
Ovviamente chi interessa a te.
Gatto, Cucciolo, Fabio, 4H, Diego, PagnottaGioLuisaRobiSimoPirrotsRoom.....hai voglia....la lista è lunga.
E articolata.
A tutti si serve, tutti hanno una spalla che va giù, un busto da sistemare, un braccio messo diverso dall'altro.
Fino a metà gara la voce è per loro.
Anche il primo volo in bici, spedito nell'iperspazio da un nastro da cantiere.
Prima parte andata.
Ci piazziamo qui, al 5.
Chi è? Dov'è?
Quelli che non vedi , sono loro a vederti.
Pure quelli che qua manco ci dovrebbero essere.
"Guarda solo, ma corri dritto!"
E poi stai lì, guardi e aspetti.
Spunti una specie di lista col focus ben preciso, ma sperando di vedere tutti.
Ci pensi. 
"Ma che cappellino aveva? Quali maniche?" 
Avere una bella memoria aiuta.
Nel frattempo saluta anche gente che manco ricordo chi sia.
Passano, passano....ora si può partire!
Agganci il pedale e riparti.
Le indicazioni diventano più incoraggiamenti, si percepisce in modo differente l'utilità e la bellezza di essere lì.
Il cuore che ci si mette, qui vale ancora di più.

Gente sconosciuta fa suoi consigli che non le erano destinati. 
Dai, sono gratis. Un giorno ne hai avuto bisogno anche tu.
Ma, un po', sembra un sacrilegio condividere una parte di te stesso, che tiri fuori solo nelle grandi occasioni, con dei perfetti sconosciuti 
E comunque non starai zitto.
"Vai. Sciogli le spalle. Braccia rilassate. Ce la stiamo facendo"
Fino a quando il percorso e l'organizzazione impongono di cambiare percorso.

Il genio e l'improvvisazione suggeriscono la strada.
La distrazione, l'emozione e la concitazione possono anche portare contro il parabrezza di un autobus.
E lo fanno
L'adrenalina  porta direttamente al volo successivo dentro ad un binario.
Ma anche alla perdita di contatto visivo, a 300 metri sballottato dalle traversine del tram, prese per ricucire e stare più vicino.

E ce la fai.

Ancora: "Guarda la, si vedono le corna! Ci siamo"
Come si fa a scucire un sorriso in questi momenti?
Ci si prova in ogni modo e, se si è presi bene, la cosa divertente esce fuori.
Ci siamo veramente, dopo due o tre rasette alle macchine in coda.
"Segui fino all'ultimo?"
"Chiaro"
Per modo di dire....a -300 tocca sfilarsi e ficcarsi nelle pozzanghere laterali.
È già finito tutto.
Avessi il cardio addosso ora leggerebbe la metà dei battiti.
Godiamoci 10 minuti di zona traguardo che, con 'sto casino, non si vedrà nessuno.
Nessuno o quasi, ma avresti voluto rivedere tutti.

"Dov'era già la macchina? "
"8km più indietro."
"Andiamo."
Suonano i whatsapp.
Una sosta per ogni risposta.
Una richiesta per ogni sosta.
Ci si mette tanto a fare questi km.
Un cappuccino rovente e l'ultima brioche rimasta nel bar diventano il  pranzo (e anche la cena).

La tua vita dov'è?

Oggi era qui.

Ne valeva la pena? Chiaro.


martedì 7 gennaio 2025

Tornare sui propri passi....

Io pubblico post, letteralmente, ad ogni morte di papa.
Questo porta a rileggere i post precedenti con un altro occhio, molto più distaccato e critico.
A distanza di anni dal primo post, come forse è ovvio che sia, noto come il fattore social sia veramente cambiato.
Io ho vissuto la prima fase di questo; dai forum, ai newsgroups, per finire ai blog.
Poi me ne sono perso evidentemente un pezzo...o più di uno.
In che modo?

Non so. Mi sono ovviamente creato i miei account su fb e su ig (niente twitter o tik tok....troppo lontani dalla mia forma mentis) e lì ho cominciato e continuato ad interagire nello stesso modo di sempre.
Spiando e cazzeggiando, cercando persone e, ogni tanto, pubblicando qualche cazzatina o riflessione.

Non credo di essere arrivato a livelli di dipendenza (forse). Sono comunque critico.
E ci rimango unicamente per non fare l'eremita del mondo virtuale.
Ma molte cose detesto......
Non mi piace la ricerca dell'iperbole.
La ricerca dei followers.
Non mi piace il linguaggio.

Soprattutto mi manca lo spirito (che era comune) di scrivere qualcosa per se e per chi avesse piacere di leggere.
Indipendentemente dal consenso, non per mettere l'osso in bocca all'algoritmo.

A distanza di 3 anni e passa dall'ultimo post, vediamo se sarò ancora capace di crearmi uno spazio mio.

Non è detto che ci riesca, ma un tentativo lo faccio.

Tanto è gratis......



martedì 23 novembre 2021

Coach



Forse hanno ragione quando dicono che oggi tutti fanno gli allenatori.
Che non hanno titoli per farlo.
Che una volta facevano tempi molto migliori.
Dati alla mano, è tutto vero.
E, in effetti, a confortare tutte queste opinioni, c'è il fatto che sia diventato un piccolo grande business.
Un corso, qualche approfondimento, qualche stage.
Il pezzo di carta.
Però.....però...

.....ci si fa poco i conti con la passione, con tutto quello che spinge a farlo.
Con i libri consumati per cercare di carpire meglio i concetti.
Con le ricerche continue in internet, hai visto mai che qualcuno condividesse qualcosa di interessante.
Con riflessioni continue sullo stato dei propri "pupilli".
Con l'empatia che si cerca di mettere in ogni rapporto anche se solo tecnico.
Con la tensione prima delle gare, manco la facessi te.
Con i tentativi di capire se non si stia esagerando oppure l'esatto contrario.
Con le orecchie e gli occhi tappati per mantenere lucidità quando arrivano le critiche.
Con il fatto che preferiresti mille volte essere allenato, piuttosto che allenatore.
Con la voglia di mandare al diavolo tutti di ogni volta che dai un allenamento e ne fanno un altro.
Con la consapevolezza del fatto che  il tuo tempo ormai è passato.
Con 42km in bici con il fegato che scoppia.
Con il fatto che, alla fine, molta gente inizia a vederti come un nemico.
Con la gioia di vedere allenamenti riusciti alla perfezione.
Con la soddisfazione di quando ti chiedono di nuovo una tabella e capisci che è andata bene.

No, non credo che sia proprio una cosa da tutti tutti.....

martedì 7 settembre 2021

Tristezza...

Pubblico ora, a distanza di tempo, l'estratto di una mail scritta da un amico con cui era un piacere correre.

Ometto nomi, date....

"Scusa se, con con troppo ritardo, ti scrivo solo ora.
Sono stati mesi di scoglionamento. di troppi pensieri.
Per molto tempo non ho più avuto voglia di uscire a correre.
La voglia, la motivazione.....quelle sono crollate a settembre.
Il mio mondo ideale, fondato sull'illusione che in questo sport l'allenamento ed il sudore contassero più di tutto, di fatto non esiste.

Non e-sis-te!

Come? Ti faccio un esempio: metti un gruppo di persone che si allenano sempre o quasi insieme (da anni), stessi allenamenti, stessi chilometri. In fondo stesso talento.
Amicizie date per scontate. Spontanee, pensi.
Le parole fatte insieme, le speranze condivise.
Immaginati (se non lo sai tu....) il mazzo che ti fai per finire una mezza sotto l'ora e 40'.
Immagina di essere riusciti , a fatica, a finire un allenamento di 1000 sotto i 4'00".
A ragionare, quasi rassegnati, sul fatto che quello, forse sia il tuo limite.
A darsi appuntamento al prossimo lavoro, per vedere se si riesce a tirare via 1".
Per anni, il sale buono delle mie uscite di corsa.
Poi passano meno di due mesi. 50 giorni.
Quei 3'58" diventano 3'25". Poi ancora meno.
Senza che tu faccia domande senti discorsi astratti...la forza della mente, la motivazione, niente di che.. con gli occhi da un'altra parte....
E cercano pure di raccontartela.
Quando fai la faccia stupita, la gente ti guarda male.
Ti trovi isolato e malpensante. La gente ti saluta di meno, specie in pubblico.
E te hai tolto ore di riposo, alla famiglia e a te stesso, per guadagnare 30"sui 10km, in una gara continua che tu credevi sana ed invece non lo era.
Sulle prime ti credi fesso. Come hai fatto ad essere così ingenuo?
Pensi un po' a come potresti fare per risolvere la situazione, almeno con te stesso, arrivando alla conclusione che non c'è niente da risolvere.
Perchè? Perchè è evidente che non hai più niente da condividere con quel mondo, con quelle persone.
Non con chi sa tutto e condivide, nemmeno con chi nega ogni evidenza, per amicizia o per altro.
Altra vita, altre strade.
Non credo ci saranno altre gare, se non in allenamento con qualche amico fidato.
Sarà tutt'altra cosa.
Ma andiamo a qualcosa che ti farà piacere..:
Mi piace ancora correre, l'altra sera ho fatto 17' netti sul tuo percorso MZ,un paio di settimane fa mi sono attaccato per un paio di km a XX e YY che andavano a 4'00" (anche se loro chiacchieravano fitto)....sono soddisfazioni.😁
Ma ricordo ancora gli allenamenti belli, gli Spiriti Blu e il cancelletto fatti a tutta, ricordo a quando partivamo per le gare con un gel in più , nel caso servisse a qualcuno di noi......e un po' le illusioni di quei giorni...."



lunedì 24 maggio 2021

La vita va.....

Questo dovrebbe essere il post del 2021.
Già un anno che non scrivo. La vita va.
Giocoforza sto iniziando a guardare un pochettino da fuori anche quello che sono stato io nel mondo nella corsa.
Domanda ricorrente è come ho fatto a rivolgere la parola ad un sacco di persone senza mandarle al diavolo subito.
Nell'ordine, un gran numero di ignoranti, di meschini, gente con faccia doppia o tripla.
Ho conosciuto gente che mi seguiva di corsa senza farsi vedere, gente che si riempiva di bentelan per fare il figo.
Persone che scrivevano di giorno e di notte per  poi non rivolgermi la parola in pubblico.
Gente che, pur di non dirmi un grazie, mandava altri a spargere voci in giro.
Basso livello , meschini appunto.
Però.....però non è stato così per tutti. 
Ho avuto modo di coltivare poche, splendide amicizie.
Gente che c'è, con cui ci si capisce. Persone con cui, quando le incontro, riattacco il discorso che avevo lasciato sospeso l'ultima volta che le avevo viste.
Quindi, riflessione finale.....ne è valsa la pena.
Ci si risente nel 2022....oppure no...

La vita va...


martedì 5 maggio 2020

è sempre un ripartire...



Oggi solo le scarpe non sono strette.
Due mesi di attività ridotta si sentono.
Si va giù, verso il ponte di Sassi.
Agli inizi, 36 years ago in questi giorni, mi fermavo a fare stretching.
Ora proseguo.
Non uso mai le cuffiette, con il rumore dell'acqua li, sarebbe uno scempio.
La bocciofila, fine del riscaldamento.
Il galoppatoio militare dismesso.
Più avanti anche le mucche.
Il manufatto con gli occhi, informalmente un 3000.
Alla diga del Pascolo si torna indietro, c'è poco tempo e pochissima autonomia.
Si corre dove il Po è larghissimo, nell'anello del malaffare.
Fino a quando i rovi non invaderanno tutto, si riesce a passare dietro al vecchio campo della Tarcisia.
Con una manata sul muro del cimitero, saluto i miei, insieme a parenti ed amici che non posso ancora passare a trovare.
Degli ultimi 2000 metri, la prima metà è in discesa.
La velocità non esiste.
Poca di solito, niente oggi.
Quando si inizia a vedere la passerella in ferro, si realizza che l'allenamento è finito.
Ma di solito non arriva mai.
Oggi è subito qua.

Non è che volessi andare alle Olimpiadi.

Volevo questi momenti.

venerdì 17 maggio 2019

Della lunga lista e della primavera.... (post palesemente lamentoso)

.

....due premesse, utili a capire (a me, intendo)

Corro dal 1984.
Sono di nuovo infortunato.

In questo lasso di tempo, mi sono infortunato o dovuto fermare un numero infinito di volte.

Nell'ordine per:

-  Strappo muscolare
-  Appendicite
-  Rientro affrettato da appendicite
-  Intercostali dolorosi
-  Servizio militare
-  Sovrappeso da servizio militare (colpa mia)
-  Distorsione sciando 1
-  Distorsione sciando 2
-  Distorsione sciando 3
-  Frattura costola 1
-  Bandeletta (lato dx)
-  Bandeletta (lato sx)
-  Crisi di emicrania reiterate
-  Mal di schiena
-  Piriforme non diagnosticato (equindi3annifermo)
-  Frattura costola 2
-  Tendinite achilleo sx
-  Tendinite achilleo dx
-  Microfrattura alluce 1
-  Microfrattura alluce 2 (sfigasusfiga)
-  Tendinite achilleo bilaterale
-  Frattura costola 3
-  Microfrattura 3 (maledettadonnaccia)
-  Edema tibiale 1
-  Edema femorale
-  Condromalacia rotula dx.

....e questo mi porta al ginocchio sinistro, attualmente fuori uso per infiammazione al menisco.....

Rompe un po' le scatole stare fermo.
Io non sono come quelli che, ogni volta che si fermano, poi vanno 10"/km più veloci.
Io perdo....e molto.
Rompe le scatole perchè vedo la gente correre sotto casa mia e mi viene l'incazzatura...
Rompe le scatole perchè adesso ci sono un sacco di gare belle su bellissimi percorsi mettendo il naso fuori Torino
Rompe le scatole perchè è primavera e ci sono sentieri e percorsi che riesco a fare solo adesso.
Rompe le scatole perchè di domenica in estate mi piaceva passare di corsa a sentire il profumo delle grigliate dei filippini al quadrivio Raby
Rompe le scatole perche vedere sul crono 5' e qualcosa al km è peggio che vedere 4' e qualcosa ...

Pazienza...un po' di acido ialuronico e passa tutto (spero) e, il giorno che riprendo, ci sarà una figata che sarà possibile fare solo in quel momento.. :-)


mercoledì 24 aprile 2019

Il laccio blu...

Che ci faccio con questo laccio lungo al polso?
Eh, che ci faccio....è perche io ho memoria.
Perchè mi ricordo che siamo nati a poche settimane di distanza, in quella casa povera.
Poi la vita unisce, divide. La vita fa il suo.
E ci si ritrova anni dopo,  tu a dirmi che correre fa stare bene, anche se non si diventa campioni.
Certo, bella faccia a dirmelo quando facevi il giro dei due ponti di Sassi in 12' netti.
"Ecco, ti mando poi un ritaglio di giornale, domenica ci sono delle gare. Regalano anche la coppa"
A quelle gare non ci sono andato. Però intanto si correva già.
E mi ricordo dopo un po', quando con quella faccia strana, mi dicevi "ma si, dovessi ricominciare da capo fare solo più lavori veloci e magari la mia schiena se la passerebbe meglio".
Intanto provavi le transizioni e Pino ti teneva la bici, buttando gli occhi al cielo.
Per un po' di tempo, tue notizie arrivavano solo dal Piemonte Sportivo e da tuo padre.
"Quello pedala, pedala e da me viene solo a mangiare".
Si rideva.
Passava il tempo.
Ci si rincrociava ogni tanto.
"Non corro più, ma una soddisfazione vorrei togliermela"
"Quale?"
"Sai XXX XXX, che era sempre tanto bravo a prendere in giro quando avevo mal di schiena da non riuscire a camminare?"
"Certo che si..."
"Ecco, tra un paio di mesi c'è la mezza e magari gli faccio passare la voglia di fare battute"
Ci fu la mezza, ci fu 1h16',  fatto senza esagerare,  per rimanere sempre a vista e si capisse.
Io ero li, mi ricordo. Le espressioni rimangono sempre. Indelebili.
E poi ci fu di nuovo la bicicletta, le escursioni in montagna, Nikita.
Anche le mie promesse di venire a mangiare nel tuo locale, promesse che non manterrò.
Quelle pesano.
E poi una mattina di settembre, con lo zaino gia pronto per andare in montagna per una gita che non hai mai fatto.
Ecco, ora che tua mamma ha trovato il coraggio di regalarmi una cosa tua, io ho voluto un tuo laccio.
Uno di quelli alle tue scarpe quando correvi.
Ti porto in giro a correre.
Non veloce come andavi tu.
Tutt'altro, scusami.
Ora però corriamo insieme.
Questo è il mio modo di ricordarti.



Dedicato a Marco Zilla










domenica 2 dicembre 2018

Quel che manca

Fine anno 2018.
Ginocchia che funzionano, più o meno.
Gambe che mi sostengono.
I miei 40 minuti quotidiani di corsa, attualmente con un collega/amico che rende tutto l'allenamento migliore,  a partire dal fatto che almeno non parlo da solo...
Diciamo che,  qualche mese fa,  sarebbe stato il massimo che potessi sperare.
Però.....però...  
.... l'autunno, le gare belle,  gli amici contenti......e io qui a contare i passi per risparmiare le cartilagini...
Pensieri vari...
Forse conviene spendersi gli ultimi millesimi condrali per prepararmi qualcosa.
Un qualcosa di bello,  che mi dia la motivazione per fare una bella preparazione.
Che mi faccia studiare per me le strategie che,  di solito,  studio per altri.
Che mia dia la felicità e l'elettricità che si provano percorrendo gli ultimi metri che ti portano al traguardo.
Che mi faccia portare orgoglioso uno di quegli orribili patacconi che spacciano come medaglie,  alla fine delle gare.

Poco tempo per pensarci,  vorrei partire subito,  scrivere un programma di massima,  trovarmi una squadra.....ricominciare e andare a prendere....quel che manca

lunedì 29 ottobre 2018

Dell'autunno e della pioggia...


"in fondo, l'autunno è un'estate senza zanzare."

Ogni tanto, un pettorale addosso bisogna metterselo.
Cercare una bella gara da qualche parte,  un posto nuovo per uscire dal solito giro.
E poi goderselo.
I colori, i profumi della stagione. L'aria più umida.
I princìpi ci sono sempre tutti. Tutte le migliori intenzioni che mi hanno portato ad Alba, distante un pugno di km da quelle colline delle quali sono (un po') originario.
Settimane a sognare i colori gialli delle vigne dopo la vendemmia.
I paesaggi, colline a perdifiato.
Poi succede che, la notte prima, dopo 4 mesi di siccità, inizi piovere.
E addio a tutto. Per dire...anche alla possibilità di fare una gara decente.
Già nella notte capisco  tutto... ben oltre il presagio.
Al mattino, la strada che porta alla gara pare un corso d'acqua....

"Così nascono le imprese mitologiche"

In fondo io sono nato in campagna, a correre nel fango ci sono abituato.
e poi le scarpe da trail non ce le ho più, devo aspettare l'offerta buona su internet..
Serve giusto un cappello, per i miopi è una tortura correre sotto l'acqua...
Due manicotti, per metterci dentro i cubetti di parmigiano che lo sponsor regala alla partenza...mica vorremo buttarli via?

"pistapauta per natura"

e poi la gara parte....due km di giri che non capisci....poi si sale.
La cara Sarah, che il talento ce l'ha, mi semina subito. Adieu
Scalinata e sentiero fangoso......dramma e senso di inadeguatezza.
Ma cammino sull'erba ed esco.....poi succede l'apocalisse......400 metri di discesa ripidi,  fangosi e scivolosi.
Praticamente la Mausefalle di Kitzbuhel con il fango al posto della neve...
Il panorama non si vede, in compenso si sentono le culate della gente...
Alla fine della discesa sono diventati tutti marroni.
Io no,  come Tarzan, tra un filare e l'altro.
Certo, è uscito un km in 12'....

"Niente, cerchiamo di arrivare per pranzo......."

Seguono salite dolci dove supero decine di persone, discese fangose dove vengo superato e staccato dalle stesse persone che avevo preso prima (a fatica).
La ricerca continua di pozzanghere per pulire le scarpe.

"ho pure la lavatrice fuori uso, come pulisco tutto sto fango dagli abiti?"

A malincuore, salto il ristoro a base di Vino....finisce ancora che mi faccio male in discesa.
Scendiamo, siamo quasi ad Alba...figo l'asfalto.
Due ore tonde. Anzi, no. Due ore e un minuto.
Oggi fa figo riempirsi la bocca parlando di resilienza.

"Non c'è resilienza se ti diverti..."

Franchino è gia arrivato, Ila è gia arrivata, Eddy è gia arrivato.....tutti sono gia arrivati. 
Ma si, sono anche stati gentili ad aspettarmi.
Il dopo gara  è meglio....
Diciamo che ho una lunga esperienza di ristori fatti con frutta marcia e biscotti del discount...ho cognizione di causa, ecco.
Poi ho visto pasta party meravigliosi per 5 euro. Spesso.
Infine c'è questa cosa qua, mega pranzo in palazzetto dello sport, mangiando strabene e bevendo a volontà.
Applausi e abbracci ad ogni premiazone, che chi è uscito indenne dalle sabbie mobili se li merita.
Bei sorrisi,  belle notizie.
E tutti felici,  a fare le foto con le medaglie al collo..

"Muttley era avanti anni luce"

Il prossimo anno ci cerchiamo qualcos'altro, d'accordo?

L'autunno per chi corre è bellissimo.

lunedì 7 maggio 2018

Gli infortuni, quelli belli....

Diciamo che negli ultimi tempi sono diventato piu fatalista.
Il ginocchio, dopo due infiltrazioni, tantissimo ghiaccio (e scarpe nuove con le quali mi trovo da Dio), mi sta dando un po' di tregua.
Fatalista perchè so che è una piccola pausa e che, prima o poi, tornerà a degenerare come stava facendo prima.
Diciamo anche che sto tirando le somme di questa carriera ultratrentennale.
La considerazione è che non so,  ne saprò mai,  dove avrei potuto arrivare senza anni di fermo per tendiniti,  piriforme,  edemi vari,  condromalacie,  bandelette, ecc ecc.
Ecco,  sommato tutto quanto….sono stati anni buttati via.
E anni di inizi da zero.
Quindi,  prima che succeda qualcos'altro (e, chiaramente , succederà), sto cercando di gestirmi questa pseudo forma per fare allenamenti così...giusto per vedere cosa riesco a fare senza spaccarmi. In pratica, faccio a 50 anni quello che avei dovuto fare a  20..
Fa un po' ridere ma,  ogni tanto,  un po' di finta gioventù non fa male.
Non con velocità da paura (non sono mai andato avanti), però con impegno forte…per quella mezz'ora quotidiana che riesco a permettermi.
Morale della favola.....i 1000 sono riuscito a farli...un paio di giorni e sono partito per una serie di 300 e.......sono fermo da tre giorni.
Meravigliosa fitta al retrocoscia sinistro, una di quelle coltellate che fanno sentire vivi...anche troppo...
Per tutta la la mia vita, una cosa così mi avrebbe rovinato l'umore per una stagione intera....ora invece penso alla mia testa ancora "calda" e mi viene un po' di rimpianto per non averle fatte prima, cazzate simili.
E adesso? Niente....ghiaccio sul muscolo, ghiaccio sul ginocchio e curiamoci in fretta....mi è venuta voglia di tirare dei 1000 in salita...

martedì 13 febbraio 2018

Il centottantaequalcosa… .

Le gambe di pastafrolla dopo un km.
La sensazione di sovrappeso anche ai mignoli delle dita.
Il fiatone.
Le persone di ogni età,  sesso e forma fisica…molto avanti.
Il cardio con numeri altissimi.
La fatica.
L'amico fotografo che manco ti conosce per quanto sei sfatto.
Il sole.
La strada sempre impegnativa.
La soddisfazione di essere lì.
Chissà quanto potrà durare l'azione dell' acido ialuronico?
Quante mattinate così ci saranno ancora?
Noi che corriamo,  magari non tutti,  abbiamo bisogno di questa cosa qua.
Che sia fatica,  che sia esserci.
Di pensare che,  se ci si allena meglio,  si possono limare 10 secondi e arrivare centottantesimi.
Quando si sta fermi manca poi quello,  quel centottantunesimo posto che magari non si racconterà ai posteri,  ma è come trovare scritto da qualche parte che si continua a fare quello che ci piace.

martedì 23 gennaio 2018

L'inverno del GPC

Non è che mi sia messo ad andare per sigle.
Solo che scriverlo per intero nel titolo pareva brutto.
GPC sta per "Giro picie corto".
Piccolo giro, di 5,5 km, che riesco a fare nelle pausa pranzo.
Giro che passa dalla statale e, anche se adesso non ci sono quasi più, il nome dato per la presenza delle professioniste è rimasto.
Quel giro riesco a fare. L'unico giro che il ginocchio malandato mi lascia fare con una certa continuità....e poi finisce che, come sempre, mi ci affezioni , ragion per cui non ne faccio altri.
La sfilza dei GPC sulla pagina di Garmin Connect si sta facendo lunga e, in fondo , non è nemmeno una brutta notizia; piuttosto che non fare nemmeno quello,  va bene.
Sto comunque cercando, senza molta convinzione, una qualche strada medica per  poter allungare.....intanto sono già identificati e testati i percorsi Medio e Lungo, sempre di marca GP......speriamo tanto..
Da quest'anno non sono nemmeno più tesserato per la squadra per la quale correvo da 10 anni, l'obbiettivo non è più una gara, non è più  niente. E' solo cercare di contenere questa degenerazione e uscire  fuori a correre con qualsiasi tempo (e tempi), come faccio da 34 anni.
Si spera.

lunedì 11 dicembre 2017

TDC

Il ginocchio non ce la fa più.
Ho provato,  ho diminuito gli allenamenti.
Ho corso sul morbido.
Niente.  Sono al punto di due anni fa.
Solo che questa volta non inizierò piu il giro degli specialisti,  che mi mandano da un loro amico specialista,  che mi manda in qualche posto di amici suoi.
Oppure da qualche altro che,  per la modica cifra di 150 euro,  mi dice di cambiare sport.
Basta così.
Continuerò a correre,  poco e piano,  magari già da stasera.
Ma tutti quei progetti,  che avevo in mente per questo e per il prossimo anno,  vanno a cadere.
Pazienza.
Ci sono giri e percorsi che ho adorato e già non mi posso più permettere di fare.
Spero non mi manchino troppo….
TDC, titoli di coda su 33 anni di podismo,  running,  corsa….

lunedì 13 novembre 2017

New gold dream

Parte una nuova avventura.
Il coach farà quello che potrà,  l'amico di più.

Let's roll!

venerdì 27 ottobre 2017

La scala delle forbici


Ma è sicuro?
Che gli è preso?
Come gli è venuto in mente?
Qualche dritta magari gliela do
Come "solo qualcuna?"
Panico.
Ma non potevo farmi gli affari miei?
Dove sono le tabelle dell'opera omnia?
Ah , gia.....marcite quando si era allagata la casa
Però, cazzo...era un 2h39 che aveva fatto
Boh
Da dove parto?
Corre sempre troppo
Come faccio a fargli fare pause obbligatorie?
Con un mese di ferie in mezzo poi...
Diamo un obiettivo intermedio
No, così scoppia prima
Ma come sarebbe a dire?
Ma dai......New York no!
Ma è saliscendi
Non ci si riesce nemmeno a scaldare bene
Inizi a correre dopo una vita
Studiamo
Però va
Un mese di ferie?
Non interagisce
Scrivo qua, sul blocco notes, poi sposterò in excel
A volte la gente delude, molto stronza.....
Corre lo stesso
A fine ottobre gli confesserò che quella pizza fatta con l'acqua di mare fa schifo.
Ma non sente il caldo.
Si crepa qua, figurati giu.
Manca forza, come facciamo?
Studiamo.
Di notte? E' piu motivato di quello che sembra.
Qui mi faccio aiutare dalla memoria.
Interagisce di più.
Fatevi gli affari vostri.
Ora cambiamo modalità.
Ecco, da solo va fuori di testa.
Cosa succede?
Strategia rischiosa ma da manuale.
Ottimi ritorni.
Continuiamo sul blocco note
Ma quando si sa quale maratona fa?
Non gli metto anche questa pressione.
Ho dimenticato la bozza in ufficio e non mi ricordo più niente.
Sui ritmi ci siamo, mancano solo pochi secondi.
Scarichiamo? No.
I ritmoni li tiene bene.
Tu con 150 a settimana non hai  i suoi tempi. Parla di meno, che tanto lo vengo a sapere.
Ny saltata? Fiuuuuuuuuuu
Tempi comunicati..buon segno, non capita spesso.
Come li interpreto?
Passata anche questa. Era difficile.
Gran cenone.....non basteranno due tabelle del cazzo per sdebitarmi. Mai.
Azz.....qui dovevamo parlarci meglio......
Qui è un casino....vorrei ancora mettere un richiamo muscolare....
Caramellina!
Lo accompagnamo gli ultimi 5
Meglio gli ultimi 4
No, gli ultimi 3
Ultimi 2 ? Meglio l'ultimo, dai!
Anzi, facciamo il penultimo , che potrebbe anche fare lo sprint.
E poi gli rovino tutto.
Magari si distrae.
E poi è piu bello vederlo arrivare.
E' abbastanza scarico?
Facciamo un po' di più.
Facciamo un po' di meno.
Anticipiamo il lavoro al martedì.
E poi togliamo un km giovedì.
Anzi no.
Meno male che non è teso come me.
Anzi no.
L'alimentazione gliela aggiungo nella stessa tabella, così pare più normale.
Gli scrivo cosa deve fare sul percorso.....come se non lo sapesse gia....
Non mi ha mandato a fare in c...gentile.
E io che faccio?
Alla partenza vado?
Pensiamo ad altro.
Anzi ...tutt'altro.
Eccolo!
Bene! 
Eccolo di nuovo! 
Benissimo! 
Arriva! 
Gran tempo! 



...però oggi l'obbiettivo era divertirsi e quindi...
...però oggi uno che si allena con me ha fatto un bel tempo a Pizzighettone....
...però...
...però....








Congratulatevi, va....



martedì 26 settembre 2017

Niu laif...

Le vicissitudini della mia vita mi portano, in questo periodo, a correre
per la maggior parte del tempo in compagnia....di me stesso.
I trascorsi da coach, con tutto il casino che c'era e che dovevo in un certo senso fare, sono momentaneamente accantonati.
E quindi ho l'occasione di tornare alle origini.
Di giorno, lo sguardo va spesso lontano a quelle montagne che mi hanno sempre affascinato ma, per pigrizia o non so che altro, ho sempre frequentato troppo poco.
Lungo la tangenziale, mi sembra a volte anche di essere veloce. Il crono dice poi sempre di no, ma è una bella sensazione.
E' bello correre a Stupinigi a mezzogiorno, padrone di ogni sentiero.
Di sera, mi perdo  in quella penombra del lungo Po male illuminato che ho sempre adorato.
E' bellissimo l'autunno lì.
A distanza di anni, sento sempre il solito suono sordo e diverso l'uno dall'altro dell'appoggio dei miei piedi.
Il fiato, ritmico, facendo attenzione a non rantolare, che ci vuole poco.
Tutti i pensieri che ho sempre tirato fuori per risparmiarmi un po' di fatica, le somme della giornata,
del periodo. In fondo della mia vita.
Le ombre  che, correndo, mi vengono incontro e subito spariscono.
Una volta avevano tutte un nome o un soprannome....ora non conosco quasi piu nessuno.
Mi rendo conto che correre ni ha sempre fatto bene, per questi momenti e queste atmosfere.
Non smetterò.....

lunedì 17 luglio 2017

Lenti a contatto



Una gara, una bella gara per mettersi in pace con se stessi e chiudere il conto con tutti gli strascichi di due anni di infortuni.
Gara inquadrata  da una vita, non a caso l'avrò corsa almeno una dozzina di volte.
Il giro del Lago del Moncenisio. Chissà come mai, bella com'è, non la fanno in 50000.....forse veramente la gente corre per andare dietro ad un salame o ad una velocità che non ha significati propri....non me lo spiego...li sopra è il Paradiso.
Ci sono gia andato un mese fa a fare questo giro. Allora c'era la neve, mi ero divertito tantissimo a tentare di caderci sopra.
Dalle 6 del mattino iniziano a partire tutti i whatsapp dei compagni di squadra che sono gia in viaggio....è il momento. Si va.
Arriviamo che sono quasi tutti li.....tardi. Chissà come mai, in certe situazioni, viene voglia di abbracciare tutti....beh, quasi tutti.
Il tempo che sembrava sufficiente per attuare ogni procedura con la massima calma, sembra diventare troppo poco non appena preso atto della grossa sorpresa del chip da mettere nelle scarpe.
Quell'ora, passata prima della partenza, sembra gia troppo poco, rispetto quanto ce la vorremmo godere.
Foto di gruppo sul prato. Due o tre allunghi non appena si vedono 5 metri liberi.
E' gia ora di partire.
E si è subito in discesa, per pochi passi 10 al massimo, si è con i primi.
Guarda di qua, guarda di là. Il ritmo è preso.
Passa Alessio, passa Corrado. Prima cascatella che fa venire voglia di fermarsi e non è nemmeno passato un km.
Passa Gianluca e va, passa Federica e va.
Arrivano Grazia e Max e sto li con loro. Bello andare a quel ritmo.
Tanto so che mi alleno 40 minuti per volta, a minuti dovrò tirare i remi in barca.
Mollo un po' , Max va via....Ilaria arriva ed è gia troppo avanti.
La discesa è troppo poca, si sale già. Sarebbe bello guardare il lago ma, se non faccio attenzione, questa ragazza della Podistica mi butta sotto
Mucche che mangiano, mucche che guardano.
In salita devo mettere il massimo della prudenza...arriva Francesco e mi lascia li, commentando  la mia chioma.
Lo vedo farsi piccolo.
Il rifornimento....mai. Dovessi morire, non mi fermo.
Tra un po' finisce la salita. Finita, in discesa potrò divertirmi.
Prendo qualcuno, tiro da matti il tratto in salita dopo per non farmi riprendere gia subito...che c'è tempo.
Turisti che non capiscono.
Il tratto della diga non mi è mai piaciuto, porta in se la preoccupazione per il sentiero che porta sulla stradone.
Che arriva come una mazzata.
Il GPS mi segna un km alla splendida velocità di 8'24" e, per un paio di tratti, mi vedrà come se fossi stato fermo.
In effetti.....
Mi prende (e semina all'istante) Antonio S.
Arriviamo al traguardo, và.
E al traguardo ci arrivo davvero....in condizioni nemmeno tanto schifose.
Ma va molto bene così....l'anno scorso fu un mezzo dramma.
Perchè, quando uno è contento, si gode di più il pic-nic...




P.S. Cosa c'entra il titolo con tutto ciò?
Mi spiego: dovendo metter gli occhiali da sole ed essendo assai miope , la mattina ho perso mezz'ora davanti allo specchio cercando di mettermi le lenti a contatto....che non mettevo da tre anni.
Il ritardo nell'arrivare su è dovuto a quello.....

giovedì 29 giugno 2017

Gianni Pedrini, "Pedro"

Esiste la poesia in uno sport come il nostro,  fatto di fatica,  sudore,  fango,  ghiaccio,  pioggia e caldo?
Questa poesia, questo susseguirsi di rime costruite su passi leggeri e veloci, questo volare dove tutti sembravano essere piegati dalla fatica....una persona era riuscita a farla vedere a tutti:
Gianni Pedrini.
L'ho visto volare da quando ho iniziato a correre, nelle categorie assolute, dai 35 fino ai 55.
Le premiazioni finivano sempre col suo nome.
Era anche l'unico momento in cui lo si vedeva, oltre al riscaldamento.....in gara era di un'altra categoria. Partivi e non lo vedevi gia più.
Però, nei cross si va a batterie e così, se mi sbrigavo ad arrivare, potevo vederlo....ed era spettacolo puro.
I ricordi migliori sono alla Pellerina.
Una volta il cross era di 10 km, massacrante.....in un'edizione fangosa se la giocò quasi fino alla fine con Cesarò, per poi superarlo in allungo passando dal lato più difficile, con il fango che arrivava fino agli stinchi (degli altri). Non ci credeva nessuno.
L'anno successivo aveva già un vantaggio enorme sul secondo.
All'ultimo passaggio sul laghetto si fermò e uscì dal percorso, come per ritirarsi.
Prese un attimo in braccio sua figlia,  la strinse a se, un bacio ancora e andò a vincere.....fu una scena indimenticabile, la sua apoteosi.
Ad un campionato italiano,  a Marinella di Carrara,  due o tre di quelli dati per favoriti, prima della gara, stavano studiando la tattica per farlo fuori.....alla prima curva era già in testa e, più avanti,  gli altri si persero le scarpe nel fango...
Mille aneddoti,  mille racconti,  ma credo tutti abbiano negli occhi,  più di tutto, il suo passo,  leggero e regale,  la sua espressione, sempre con un mezzo sorriso, che aveva quando volava davanti a tutti.
E con quell'immagine penso se ne siano andati tutti quelli che ieri gli hanno tributato l'ultimo omaggio.
Campioni,  campioncini,  runners improvvisati e gente che,  come me,  ha sempre e solo sognato di fare anche solo 200 metri con il suo stile.
Mi resta una frase,  carpita a lui molti anni fa...
"l'atletica finisce ai 10 km,  dopo è  solo culo"
Quanto avevi ragione Pedro....buon viaggio!

lunedì 26 giugno 2017

Il 10

A Torino esistono sentieri per centinaia di chilometri.
Duri,  facili,  belli,  brutti,  panoramici,  chiusi....
Sono tutti indicati sulla guida n. 1 dei sentieri torinesi.
Però,  alla fine,  chissà come mai si sente parlare ogni volta del n. 10
Quindi ieri,  per potermi riempire anch'io la bocca con quel numero tondo,  ho deciso di farlo,  per la terza o quarta  volta nella mia vita e dopo due anni dall'ultima  volta.
Incurante dell'umiliazione subita dalla strada di Superga, 4 giorni fa durante la Supergara, me ne sono andata a cercare un'altra...
Il numero 10 è  molto bello nella prima parte,  alterna tratti duri a tratti corribili. Si attraversa un ruscello in paio di volte.....avrei voluto godermelo un po'  di più.
Invece ero in crisi già dalle prime rampe.
Sudato da far paura,  cuore che non saliva.
Gran parte di questo sentiero fatto al passo e nemmeno la salita finale verso la Maddalena,  con percorso più tranquillo,  l'ho  percorsa in modo degno.
Niente,  ho perso ancora. 
Non sarà  l'ultima  volta.
Pazienza, aggiungiamo anche questa all'elenco delle rivincite che devo prendermi...ma su chi poi?
Su queste salite,  che mi rimbalzano sempre e da sempre?
Oppure su quella voglia di fermarmi che non è  ancora riuscita  a prendere  il sopravvento?