venerdì 17 maggio 2019

Della lunga lista e della primavera.... (post palesemente lamentoso)

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....due premesse, utili a capire (a me, intendo)

Corro dal 1984.
Sono di nuovo infortunato.

In questo lasso di tempo, mi sono infortunato o dovuto fermare un numero infinito di volte.

Nell'ordine per:

-  Strappo muscolare
-  Appendicite
-  Rientro affrettato da appendicite
-  Intercostali dolorosi
-  Servizio militare
-  Sovrappeso da servizio militare (colpa mia)
-  Distorsione sciando 1
-  Distorsione sciando 2
-  Distorsione sciando 3
-  Frattura costola 1
-  Bandeletta (lato dx)
-  Bandeletta (lato sx)
-  Crisi di emicrania reiterate
-  Mal di schiena
-  Piriforme non diagnosticato (equindi3annifermo)
-  Frattura costola 2
-  Tendinite achilleo sx
-  Tendinite achilleo dx
-  Microfrattura alluce 1
-  Microfrattura alluce 2 (sfigasusfiga)
-  Tendinite achilleo bilaterale
-  Frattura costola 3
-  Microfrattura 3 (maledettadonnaccia)
-  Edema tibiale 1
-  Edema femorale
-  Condromalacia rotula dx.

....e questo mi porta al ginocchio sinistro, attualmente fuori uso per infiammazione al menisco.....

Rompe un po' le scatole stare fermo.
Io non sono come quelli che, ogni volta che si fermano, poi vanno 10"/km più veloci.
Io perdo....e molto.
Rompe le scatole perchè vedo la gente correre sotto casa mia e mi viene l'incazzatura...
Rompe le scatole perchè adesso ci sono un sacco di gare belle su bellissimi percorsi mettendo il naso fuori Torino
Rompe le scatole perchè è primavera e ci sono sentieri e percorsi che riesco a fare solo adesso.
Rompe le scatole perchè di domenica in estate mi piaceva passare di corsa a sentire il profumo delle grigliate dei filippini al quadrivio Raby
Rompe le scatole perche vedere sul crono 5' e qualcosa al km è peggio che vedere 4' e qualcosa ...

Pazienza...un po' di acido ialuronico e passa tutto (spero) e, il giorno che riprendo, ci sarà una figata che sarà possibile fare solo in quel momento.. :-)


mercoledì 24 aprile 2019

Il laccio blu...

Che ci faccio con questo laccio lungo al polso?
Eh, che ci faccio....è perche io ho memoria.
Perchè mi ricordo che siamo nati a poche settimane di distanza, in quella casa povera.
Poi la vita unisce, divide. La vita fa il suo.
E ci si ritrova anni dopo,  tu a dirmi che correre fa stare bene, anche se non si diventa campioni.
Certo, bella faccia a dirmelo quando facevi il giro dei due ponti di Sassi in 12' netti.
"Ecco, ti mando poi un ritaglio di giornale, domenica ci sono delle gare. Regalano anche la coppa"
A quelle gare non ci sono andato. Però intanto si correva già.
E mi ricordo dopo un po', quando con quella faccia strana, mi dicevi "ma si, dovessi ricominciare da capo fare solo più lavori veloci e magari la mia schiena se la passerebbe meglio".
Intanto provavi le transizioni e Pino ti teneva la bici, buttando gli occhi al cielo.
Per un po' di tempo, tue notizie arrivavano solo dal Piemonte Sportivo e da tuo padre.
"Quello pedala, pedala e da me viene solo a mangiare".
Si rideva.
Passava il tempo.
Ci si rincrociava ogni tanto.
"Non corro più, ma una soddisfazione vorrei togliermela"
"Quale?"
"Sai XXX XXX, che era sempre tanto bravo a prendere in giro quando avevo mal di schiena da non riuscire a camminare?"
"Certo che si..."
"Ecco, tra un paio di mesi c'è la mezza e magari gli faccio passare la voglia di fare battute"
Ci fu la mezza, ci fu 1h16',  fatto senza esagerare,  per rimanere sempre a vista e si capisse.
Io ero li, mi ricordo. Le espressioni rimangono sempre. Indelebili.
E poi ci fu di nuovo la bicicletta, le escursioni in montagna, Nikita.
Anche le mie promesse di venire a mangiare nel tuo locale, promesse che non manterrò.
Quelle pesano.
E poi una mattina di settembre, con lo zaino gia pronto per andare in montagna per una gita che non hai mai fatto.
Ecco, ora che tua mamma ha trovato il coraggio di regalarmi una cosa tua, io ho voluto un tuo laccio.
Uno di quelli alle tue scarpe quando correvi.
Ti porto in giro a correre.
Non veloce come andavi tu.
Tutt'altro, scusami.
Ora però corriamo insieme.
Questo è il mio modo di ricordarti.



Dedicato a Marco Zilla










domenica 2 dicembre 2018

Quel che manca

Fine anno 2018.
Ginocchia che funzionano, più o meno.
Gambe che mi sostengono.
I miei 40 minuti quotidiani di corsa, attualmente con un collega/amico che rende tutto l'allenamento migliore,  a partire dal fatto che almeno non parlo da solo...
Diciamo che,  qualche mese fa,  sarebbe stato il massimo che potessi sperare.
Però.....però...  
.... l'autunno, le gare belle,  gli amici contenti......e io qui a contare i passi per risparmiare le cartilagini...
Pensieri vari...
Forse conviene spendersi gli ultimi millesimi condrali per prepararmi qualcosa.
Un qualcosa di bello,  che mi dia la motivazione per fare una bella preparazione.
Che mi faccia studiare per me le strategie che,  di solito,  studio per altri.
Che mia dia la felicità e l'elettricità che si provano percorrendo gli ultimi metri che ti portano al traguardo.
Che mi faccia portare orgoglioso uno di quegli orribili patacconi che spacciano come medaglie,  alla fine delle gare.

Poco tempo per pensarci,  vorrei partire subito,  scrivere un programma di massima,  trovarmi una squadra.....ricominciare e andare a prendere....quel che manca