lunedì 5 novembre 2012

Cosa manca?

Potrei andare in ordine alfabetico. Oppure di importanza.
Sarebbe anche originale andare in ordine di paranoia.
Nel dubbio vado a casaccio....
Mancano circa il 30% dei km che avrei dovuto fare.
Manca circa la metà dei lavori tecnici.
Manca un bel po' di convinzione.
Manca tutta quella muscolatura che mi sono mangiato all'Arrancabirra.
Manca il mio gradimento verso il percorso.
Manca un obbiettivo umano, da usare come target e tenere li davanti per tutta la gara.

Però...ieri mi sono testato alla 14 miglia di Ciriè andando abbastanza bene
e poi oggi mi sono comprato i manicotti autoreggenti, quindi direi che posso partire tranquillo ;-)

domenica 7 ottobre 2012

A calci nel culo.....

Oggi è domenica e, invece di correre, sto qui a scrivere.
Il motivo? Ho le gambe a pezzi. Perchè? Perchè il mio fisico certe cose non me le fa fare.
L'idea dell'Arrancabirra mi era venuta a giugno, nel momento in cui erano state
aperte le iscrizioni. Sapendo che c'era pochissimo tempo, in un attimo
compilai il form e non ci pensai più. Fino a martedì scorso, quando mi sono ricordato che
dovevo ancora spedire la liberatoria....
Ieri mattina quindi ero a Courmayeur alla partenza.
L'unica premura è stata quella di comprarmi, a prezzo di realizzo, un paio di scarpe da trail
di colore improponibile che, prima di ieri, avevo indossato solo due volte per portare il cane fuori.
Partenza tranquilla, chiaramente. Per un chilometro e qualcosa corricchio, poi ci si mette in fila al passo.
Si va su, di  buon passo. Primo rifornimento a birra e serie di rutti che tuonano per la montagna.
Atmosfera splendida, si sente gente che canta e urla. Ogni due passi una battuta che fa ridere.
Altro rifornimento, grandissimo panorama. Mi fermo a fare qualche foto col mio
paleocellulare. Mando una raffica di mms agli amici e riparto. Cerco di non fermarmi più
per non prendere freddo, intanto verso la cima mi raggiunge enfia a passo spedito.
Foto sulla cima e riparto. Cioè no.
Lì succede l'imprevistissimo:  a scendere iniziano subito a farmi male le gambe.
Male, malissimo, peggio. Non capisco nemmeno se è il caso di lasciarle andare o di frenare.
Comunque ho paura di cadere.
Mi passano avanti donne , vecchi, bambini, donne con cani, vecchi con cani, bambini con cani.
Io sempre li, che non so cosa fare e coi quadricipiti che sembrano non tenermi su.
Le uniche "consolazioni" sono tratti di discesa meno ripida, che però finiscono presto.
Per fortuna ci si riposa un po' ai ristori, poi ci si inventa sempre una discesa un po' più ripida.
Fanno la loro apparizione anche due vesciche sotto agli alluci, mi mancavano.
Mi inciampo una volta e mi salvo per miracolo, un'altra volta mi si muove un sasso sotto il piede.
Realizzo di non averne più e rallento ulteriormente.  Fermo. Per fortuna si comincia sentire il rumore
dell'altoparlante all'arivo. Consola un po'.
L'ultimo pezzo è ripidissimo, ma almeno porta ad una stradina di pendenza "umana".
Non ce ne ho più nemmeno per correre un tratto di 200m. Una pena.
Fine. In 4 ore e rotti.
Come si legge ogni tanto in certi racconti, nella lotta tra me e la montagna ha vinto lei
e mi ha rispedito in città..: a calci nel culo, appunto.


lunedì 24 settembre 2012

Però poi si corre.....

Quando è domenica di gara, normalmente non c'è niente che gira per il verso giusto.
Dormo male la notte prima, non trovo le cose per la colazione.
Poi non riesco mai a mettermi le lenti a contatto (e in fatti le metto raramente).
Mi sveglio in anticipo ma esco da casa sempre troppo tardi. Pure il cane mi guarda stranito.
Difficilmente faccio la strada più breve e finisco per non trovare mai un parcheggio soddisfacente.
In più divento taciturno (ammesso che questa non sia una cosa bella per qualcuno) e devo sforzarmi
per parlare. In genere vado a monosillabi.
Non dovrei mai gareggiare, l'allenamento si confà di più alle mie esigenze e mi ci approccio meglio,
decido io orari, partenza, percorsi, andature, pause...
Però ogni tanto la gara riesce bene e tutti i pensieri precedenti non valgono più.
Tutto questo cappellone per dire che sono veramente contento della gara di ieri.
Contento per me stesso, perchè la gara, come percorso e altro, è stata veramente una schifezza.
La media di 4'16" in una mezza è una cosa più che soddisfacente che mi terrà il morale un po'
su per qualche settimana.
La media e non solo, perchè ci sono certi sorpassi e certi distacchi che renderebbero
indimenticabile qualsiasi gara. Le facce stupite di chi ti guarda passare e prova ad
attaccarsi oppure biascica un "oggi non vado", gli pseudoallenatori che ti vedono passare prima del
loro pupillo/a e aspettano invano una crisi che non verrà, meriterebbero il pagamento di un biglietto in più.
Però tutto questo è gratis!!!!!!!
A questo punto non sono più tanto gravi la fila di biciclette parcheggiate di traverso sul marciapiede
dove stavamo passando, la crisi di fegato patita nell'unico tratto bello della gara, il minchione che
mi toglie la bottiglietta dell'acqua del rifornimento dalle mani, l'ultimo ristoro saltato
perchè i volontari al momento se la chiacchieravano e i tre o quattro compagni di squadra che
non rispondono al saluto guardandomi come a dire: "..zzo vuoi?"
Tutto il resto è un dopogara sereno, dove mi sento come il rappresentante unico della pace universale.
Oltre questo,  la piccola consapevolezza del fatto che il mio modo attuale di vivere la corsa
è completamente rispondente alle mie aspettative.
Corro tranquillo, cazzeggio alla grande, faccio gli allenamenti che più mi piacciono e intanto non
vado nemmeno troppo male.
Si, è vero....un paio di sassolini dalle scarpe me li vorrei ancora togliere, ma per quello c'è tempo.