Fine della prima parte dell'estate......si, cioè...in teoria.......
Fine di questo periodo. (Punto). Così va meglio....
Nel mio (forse) ultimo tentativo di abbattimento del PB sulla maratona, quest'anno devo dire di averla messa un po' sul duro.
Complici una serie di vicissitudini che hanno portato ad applicarmi un po' di più, soprattutto sui lavori, quest'anno arrivo alle vacanze stracarico di salite.
Nel dettaglio, 10 allenamenti specifici di ripetute corte e medie in salita e più di 12 uscite di salita lunga, di cui due volte a Superga, 4 a S.Brigida, 4 alla Maddalena, più un paio di giri differenti.
In pratica, muscolarmente dovrai essere al top. Vediamo se poi questo top fine a se stesso sarà servito a qualcosa..... comunque, mi mancano dei km e mi manca totalmente un'idea di ritmo da tenere.
Verifiche fatte: zero.
In pratica: sto bene, ma non so quanto.
Ora la macro tabella non prevede più salite, anche se qualche volta (tante volte) non resisterò. E' il momento di cominciare a concretizzare il tutto con un po' di ritmi, medi, veloci, cose così....
Esco un pochettino da ciò che mi è sempre riuscito bene, ma esplorare qualcosa di se fa sempre bene.
Mi peserà un po' fare certi lavori da solo, ora che mi ero abituato a correre con un meraviglioso gruppo, però il ricongiungimento renderà più sopportabile la fine dell'estate (se mai dovesse arrivare....)
giovedì 7 agosto 2014
sabato 10 maggio 2014
I re dei Poveri......
Una volta ce n'era uno che faceva fare 50 volte i 50 metri.
Un altro faceva fare le ripetute all'incontrario in salita.
Uno aveva obbligato tutti a fare almeno 120 km a settimana.
Uno obbligava tutti ad allenarsi sempre e solo sullo stesso anello di 2 km
Uno faceva fare un lunghissimo 4 giorni prima della maratona.
Uno faceva fare solo ripetute.
Uno faceva fare solo progressivi.
Uno aveva fatto peggiorare un atleta di 4 minuti sui 10000.
Uno faceva fare progressivi, ma a scendere.
Uno diceva che correre in salita fa male.
Uno aveva letto che per mettere su muscoli bisognava mangiare una bistecca due ore prima di correre.
Uno faceva fare le ripetute solo con luna crescente.
Uno aveva copiato una tabella su un settimanale e la usava per tutti.
Uno faceva fare blocchi di 40km al giorno a gente che ne correva 50 a settimana.
Uno si era scaricato una tabella da internet e la usava per tutte le distanze.
Uno era diventato amico di un allenatore suo compaesano e si era fatto dare una tabella che custodiva come una reliquia.
Uno aveva iniziato a collaborare con un allenatore di fama mondiale, usava le sue tabelle ma le trasformava a suo piacimento.
Uno faceva fare solo scalinate.
Uno faceva fare i recuperi da accovacciati, come nella legione straniera.
Uno raccontava che, da giovane, aveva fatto tempi strepitosi.
Anche un altro
Anche un altro
Anche un altro
Anche un altro
Anche un altro
Uno faceva fare solo medi
Uno diceva che i medi non servono.
Uno faceva fare lenti lentissimi.
Uno diceva che piuttosto di fare i lenti è meglio non correre.
Uno faceva fare ripetute alla morte.
Uno diceva di fare le ripetute, ma piano.
Uno diceva che, per le maratone, bisogna fare lunghi da 55 km
Uno diceva che non bisogna mai correre oltre i 30 km.
Potrei andare avanti ancora per pagine...
Non è da oggi che i parchi sono pieni di questa gente. E' sempre stato così.
La caratura è sempre stata più o meno quella e chi è veramente capace di solito non lo fa sapere.
Esistono per lo stesso motivo per cui esistono maghi e fattucchiere: ci sono un sacco di persone disposte a riporre fiducia in qualsiasi figura gli si presenti davanti come risolutrice dei loro problemi.
Basta millantare ed il gioco è fatto.
Hanno un certo senso del possesso ("i miei atleti") e, di solito, coltivano rapporti forti con le persone che "curano".
Guardano molto di storto cercando di zittire e, se non riescono, tentano di emarginare chi esprime concetti tecnici non appartenenti alla propria dottrina.
Sono portati al litigio e anche abbastanza astiosi.
Popolano i parchi con fare sapiente e un nugolo di persone al seguito, che considerano espressione della propria bravura.
Cresciuti con ritagli di giornale e con le prime due pagine di Google (difficilmente la terza)
Quello sopra è il loro background....
Un altro faceva fare le ripetute all'incontrario in salita.
Uno aveva obbligato tutti a fare almeno 120 km a settimana.
Uno obbligava tutti ad allenarsi sempre e solo sullo stesso anello di 2 km
Uno faceva fare un lunghissimo 4 giorni prima della maratona.
Uno faceva fare solo ripetute.
Uno faceva fare solo progressivi.
Uno aveva fatto peggiorare un atleta di 4 minuti sui 10000.
Uno faceva fare progressivi, ma a scendere.
Uno diceva che correre in salita fa male.
Uno aveva letto che per mettere su muscoli bisognava mangiare una bistecca due ore prima di correre.
Uno faceva fare le ripetute solo con luna crescente.
Uno aveva copiato una tabella su un settimanale e la usava per tutti.
Uno faceva fare blocchi di 40km al giorno a gente che ne correva 50 a settimana.
Uno si era scaricato una tabella da internet e la usava per tutte le distanze.
Uno era diventato amico di un allenatore suo compaesano e si era fatto dare una tabella che custodiva come una reliquia.
Uno aveva iniziato a collaborare con un allenatore di fama mondiale, usava le sue tabelle ma le trasformava a suo piacimento.
Uno faceva fare solo scalinate.
Uno faceva fare i recuperi da accovacciati, come nella legione straniera.
Uno raccontava che, da giovane, aveva fatto tempi strepitosi.
Anche un altro
Anche un altro
Anche un altro
Anche un altro
Anche un altro
Uno faceva fare solo medi
Uno diceva che i medi non servono.
Uno faceva fare lenti lentissimi.
Uno diceva che piuttosto di fare i lenti è meglio non correre.
Uno faceva fare ripetute alla morte.
Uno diceva di fare le ripetute, ma piano.
Uno diceva che, per le maratone, bisogna fare lunghi da 55 km
Uno diceva che non bisogna mai correre oltre i 30 km.
Potrei andare avanti ancora per pagine...
Non è da oggi che i parchi sono pieni di questa gente. E' sempre stato così.
La caratura è sempre stata più o meno quella e chi è veramente capace di solito non lo fa sapere.
Esistono per lo stesso motivo per cui esistono maghi e fattucchiere: ci sono un sacco di persone disposte a riporre fiducia in qualsiasi figura gli si presenti davanti come risolutrice dei loro problemi.
Basta millantare ed il gioco è fatto.
Hanno un certo senso del possesso ("i miei atleti") e, di solito, coltivano rapporti forti con le persone che "curano".
Guardano molto di storto cercando di zittire e, se non riescono, tentano di emarginare chi esprime concetti tecnici non appartenenti alla propria dottrina.
Sono portati al litigio e anche abbastanza astiosi.
Popolano i parchi con fare sapiente e un nugolo di persone al seguito, che considerano espressione della propria bravura.
Cresciuti con ritagli di giornale e con le prime due pagine di Google (difficilmente la terza)
Quello sopra è il loro background....
venerdì 21 marzo 2014
As time goes by
Se fossi ancora in qualche modo quello che ero tempo addietro, adesso sarei qui a snocciolare
il numero di uscite, il totale dei chilometri fatti suddivisi in lavori, scarichi, fatti in salita o in discesa.
Invece, per fortuna mia e di tutti, il periodo in cui tutto doveva passare ed esssere continuamente elaborato dalla mia memoria, della quale andavo fierissimo, è quasi del tutto archiviato.
Mi trovo quindi a rendermi conto, in modo leggero leggero, del fatto che in questi periodo dovrei festeggiare la ricorrenza dei miei 30 anni di corsa.
30 anni, cazzo....un mare di tempo.....in realtà non saprei nemmeno se festeggiare o essere triste per il tempo che è passato.
E' inevitabile però fermarsi e fare qualche riflessione. Non di tipo tecnico; i risultati, che in fondo non agognavo nemmeno tanto, non sono mai arrivati. Nemmeno visti da lontano.
La domanda, che mi sono fatto spesso in questi anni, era se la corsa mi stesse dando veramente
qualcosa oppure stavo solo perdendo tempo limitandomi a mantenermi in salute.
Per molto tempo questa domanda non ha avuto risposte. Non sempre si riesce ad avere una capacità di lucida autoanalisi.
Ora però ci sto arrivando da un'altra strada, attraverso altre considerazioni.
Attaverso la corsa, ho avuto modo di parlare ed entrare in contatto con un mare di persone.
Io, di fatto, provengo da un mondo molto chiuso, sicuramente tutto cio non sarebbe stato possibile in nessun altro modo. Diciamo che le devo una bella parte della mia vita sociale.
Porto con me ricordi, parole e chiacchierate fatti in decine di allenamenti. Aneddoti, episodi.
In più frasi, sguardi e discorsi di altre persone che, sapendo che io ero "quello che corre", via via si avvicinavano per fare domande, per capire o per giudicare chi aveva una passione che non concepivano.
E' servito, è servito anche quello. In particolare per capire che si poteva stare benissimo coltivando un hobby che non fosse necessariamente il massimo della popolarità, per non seguire il vento.
Ora, a distanza di anni, a volte il vento sono io, qualcuno mi segue e guardo con malcelato orgoglio quelle poche persone che, convinte da me, ogni tanto escono a correre e sono felici.
Sarebbe bello ringraziarla tutta questa gente che mi ha dato e continua a darmi parte di se e della propria vita smozzicando parole con il fiato corto. In fondo un blog dovrebbe servire anche a quello.
Penso di poterlo fare comunque, nonostante il semianonimato in cui tengo questo spazio.
Ho già in mente qualche racconto, in cui non scriverò nomi. In fondo di materiale ne ho raccolto tanto.
Prima di iniziare i prossimi trent'anni, e chiedendo di nuovo scusa per chi dovrà fare i conti con il mio fare logorroico, mi sembra bello fare l'unica eccezione e dedicare questo post and un ragazzo, un amico, con il quale si battagliava in gara. Lui era uno bravo, in tutto. A correre invece era più meno come me, ma gli piaceva e non si tirava indietro. Mai, per principio. La passione lo guidava.
Ricordo di avere corso con lui, all'ultimo sangue, un cross a Chieri, molti anni fa.
Una delle gare più tirate della mia vita e, alla fine....ultimo e penultimo di categoria...ma quanto ci eravamo divertiti........
Ciao Andrea Parola, continuo a correre anche per te.
il numero di uscite, il totale dei chilometri fatti suddivisi in lavori, scarichi, fatti in salita o in discesa.
Invece, per fortuna mia e di tutti, il periodo in cui tutto doveva passare ed esssere continuamente elaborato dalla mia memoria, della quale andavo fierissimo, è quasi del tutto archiviato.
Mi trovo quindi a rendermi conto, in modo leggero leggero, del fatto che in questi periodo dovrei festeggiare la ricorrenza dei miei 30 anni di corsa.
30 anni, cazzo....un mare di tempo.....in realtà non saprei nemmeno se festeggiare o essere triste per il tempo che è passato.
E' inevitabile però fermarsi e fare qualche riflessione. Non di tipo tecnico; i risultati, che in fondo non agognavo nemmeno tanto, non sono mai arrivati. Nemmeno visti da lontano.
La domanda, che mi sono fatto spesso in questi anni, era se la corsa mi stesse dando veramente
qualcosa oppure stavo solo perdendo tempo limitandomi a mantenermi in salute.
Per molto tempo questa domanda non ha avuto risposte. Non sempre si riesce ad avere una capacità di lucida autoanalisi.
Ora però ci sto arrivando da un'altra strada, attraverso altre considerazioni.
Attaverso la corsa, ho avuto modo di parlare ed entrare in contatto con un mare di persone.
Io, di fatto, provengo da un mondo molto chiuso, sicuramente tutto cio non sarebbe stato possibile in nessun altro modo. Diciamo che le devo una bella parte della mia vita sociale.
Porto con me ricordi, parole e chiacchierate fatti in decine di allenamenti. Aneddoti, episodi.
In più frasi, sguardi e discorsi di altre persone che, sapendo che io ero "quello che corre", via via si avvicinavano per fare domande, per capire o per giudicare chi aveva una passione che non concepivano.
E' servito, è servito anche quello. In particolare per capire che si poteva stare benissimo coltivando un hobby che non fosse necessariamente il massimo della popolarità, per non seguire il vento.
Ora, a distanza di anni, a volte il vento sono io, qualcuno mi segue e guardo con malcelato orgoglio quelle poche persone che, convinte da me, ogni tanto escono a correre e sono felici.
Sarebbe bello ringraziarla tutta questa gente che mi ha dato e continua a darmi parte di se e della propria vita smozzicando parole con il fiato corto. In fondo un blog dovrebbe servire anche a quello.
Penso di poterlo fare comunque, nonostante il semianonimato in cui tengo questo spazio.
Ho già in mente qualche racconto, in cui non scriverò nomi. In fondo di materiale ne ho raccolto tanto.
Prima di iniziare i prossimi trent'anni, e chiedendo di nuovo scusa per chi dovrà fare i conti con il mio fare logorroico, mi sembra bello fare l'unica eccezione e dedicare questo post and un ragazzo, un amico, con il quale si battagliava in gara. Lui era uno bravo, in tutto. A correre invece era più meno come me, ma gli piaceva e non si tirava indietro. Mai, per principio. La passione lo guidava.
Ricordo di avere corso con lui, all'ultimo sangue, un cross a Chieri, molti anni fa.
Una delle gare più tirate della mia vita e, alla fine....ultimo e penultimo di categoria...ma quanto ci eravamo divertiti........
Ciao Andrea Parola, continuo a correre anche per te.
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