martedì 19 maggio 2026

Un uomo e una bici vecchia

Dov'ero rimasto?
Non mi ricordo, tanto vale che salti qualche pezzo.

Fatto sta che, da qualche tempo, dispenso consigli ed incoraggiamento alle persone, alle amiche e amici della mia squadra che corrono.
Dire che faccio il coach è fuori luogo, ecco.
Io grido ed incoraggio e basta 
Succede sempre,  o quasi, in allenamento.
È sempre, più o meno, la stessa routine: ritrovo, indicazioni iniziali, si parte e si va.
Chi ride, chi ascolta. Chi ignora, tanto è lì solo per la compagnia.
Io? Io parto e parlo. Piazzo qualche urlo, se vedo che può fare break.
Diversamente trovo qualche difetto da correggere e lascio scorrere l'allenamento.
Poi sarei capace anche a caricare le gente come una molla, ma succede solo con quelli che lo vogliono veramente.
Non sono tutti uguali. Non siamo tutti uguali.
Va tutto avanti così, apparentemente monotono, ma poi qualcosa succede.......la gara succede.
E, dai giorni precedenti, quell'elettricità che si provava quando gareggiavo inizia a ripresentarsi.
Uguale uguale.

Devo essere lì. Ne vale la pena.
Calcoli, strategia, pianificazione, mosse.
Tutto per essere lì, nel posto giusto.
Nel momento giusto.
Con quel rottame di bici vecchia che ho.

L'ultima TuttaDritta non fa eccezione, tutt'altro.

Tempi, whatsapp, raccomandazioni, whatsapp, appuntamenti, whatsapp, dove ci vediamo?....ancora whatsapp.
La sveglia presto non è un problema, la bici in macchina già la sera prima.
La colazione saltata, tanto la testa è da un'altra parte.
Piove a pentolate.
"Parcheggio qui o parcheggio la?"
È l'ultimo dei problemi, tanto sono già sul posto un'ora prima.
Comunque .....giardini Colombo.
Si monta la bici, casco stretto e si va.

"Ciao, già qua?"
"Come stai? Sei pronto?"
Ma anche..."vado al ritrovo, ci vediamo la, cazzo quanto piove.?".
"Dove saranno? Dove metto la bici? Ci sono tutti?"
"Dov'è?"
Curiosità di frasi dei giorni precedenti da soddisfare, parole in libertà. Sguardi di sfuggita, tutto apparentemente fuori controllo.
"Scaldatevi, fatelo qua sotto."
"Ci vediamo sul percorso."
Segno della croce.
Da lì in poi si spera solo di vedere, di riconoscere.
E poi arrivano, non c'è più tempo per pensare.
Pronti a imbucarsi ed affiancare.
Ovviamente chi interessa a me.
Gatto, Cucciolo 4H, Diego, Pagnotta.....hai voglia....la lista è lunga.
E articolata.
Fino a metà gara la voce è per loro.
Anche il primo volo in bici, spedito nell'iperspazio da un nastro da cantiere.
Prima parte andata.
Ci piazziamo qui, al 5.
Chi è? Dov'è?
Quelli che non vedo io, sono loro a vedermi.
Pure quelli che qua manco ci dovrebbero essere.
"Guarda solo, ma corri dritto!"
E poi stai lì, guardi e aspetti.
Spunti una specie di lista col focus ben preciso, ma sperando di vedere tutti.
Ci pensi. 
"Ma che cappellino aveva? Quali maniche?" 
Avere una bella memoria aiuta.
Nel frattempo saluta anche gente che manco ricordo chi sia.
Passano, passano....ora si può partire!
Aggancio il pedale e riparto.
Le indicazioni diventano più incoraggiamenti, si percepisce in modo differente l'utilità e la bellezza di essere lì.
Il cuore che ci si mette, qui vale ancora di più.

Gente sconosciuta fa suoi consigli che non le erano destinati. 
Dai, sono gratis. Un giorno ne ho avuto bisogno anch'io.
E comunque non intendo stare zitto.
"Vai. Sciogli le spalle. Braccia rilassate. Ce la stiamo facendo"
Fino a quando il percorso e l'organizzazione impongono di cambiare percorso.

Il genio e l'improvvisazione suggeriscono la strada.
La distrazione, l'emozione e la concitazione possono anche portare contro il parabrezza di un autobus.
E lo fanno
L'adrenalina  porta direttamente al volo successivo dentro ad un binario.
Ma anche alla perdita di contatto visivo, a 300 metri sballottato dalle traversine del tram, prese per ricucire e stare più vicino.

E ce la faccio.

Ancora: "Guarda la, si vedono le corna! Ci siamo"
Come si fa a scucire un sorriso in questi momenti?
Ci si prova in ogni modo, se si è presi bene la cosa divertente esce fuori.
Ci siamo veramente, dopo due o tre rasette alle macchine in coda.
"Segui fino all'ultimo?"
"Chiaro"
Per modo di dire....a -300 tocca sfilarsi e ficcarsi nelle pozzanghere laterali.
È già finito tutto.
Avessi il cardio addosso ora leggerebbe la metà dei battiti.
Godiamoci 10 minuti di zona traguardo che, con 'sto casino, non si vedrà nessuno.
Nessuno o quasi, ma avrei voluto rivedere tutti.

"Dov'era già la macchina? "
"8km più indietro."
"Andiamo."
Suonano i whatsapp.
Una sosta per ogni risposta.
Una richiesta per ogni sosta.
Ci metto tanto a fare questi km.
Un cappuccino rovente e l'ultima brioche rimasta nel bar diventano il mio pranzo (e anche la mia cena).

Silenzio, al quale non ero abituato.

Ne valeva la pena? Chiaro.


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