Dov'ero rimasto?
Non mi ricordo, tanto vale che salti qualche pezzo.
Fatto sta che, da qualche tempo, dispenso (di nuovo) consigli ed incoraggiamenti alle persone, alle amiche e amici della mia squadra che corrono.
Dire che faccio il coach è fuori luogo, ecco.
Io grido ed incoraggio e basta
Capita sempre, o quasi, in allenamento.
È sempre, più o meno, la stessa routine: ritrovo, indicazioni iniziali, si parte e si va.
Chi ride, chi ascolta. Chi ignora, tanto è lì solo per la compagnia.
Io? Io parto e parlo. Piazzo qualche urlo, se vedo che può fare break.
Diversamente trovo qualche difetto da correggere e lascio scorrere l'allenamento.
Poi sarei capace anche a caricare le gente come una molla, ma succede solo con quelli che lo vogliono veramente.
Non sono tutti uguali. Non siamo tutti uguali.
Va tutto avanti così, apparentemente monotono, ma poi qualcosa succede.......
Succede che quell'elettricità, che si provava in giorni distanti, torna a ripresentarsi.
Uguale uguale.
Dopo tanto parlare, correre, magari non pensarci nemmeno così tanto, si arriva all'imminenza di una gara.
Magari di una un po' più importante delle altre.
Quando te ne rendi conto, cambia il fine di ogni pensiero e ogni azione che stai facendo.
Devi essere lì. Ne vale la pena.
Calcoli, strategia, pianificazione, mosse.
Tutto per essere lì, nel posto giusto.
Nel momento giusto.
Con quel rottame di bici vecchia che hai.
Manco dovessi andare in guerra, ma la tua battaglia è quella li
L'ultima TuttaDritta non fa eccezione, tutt'altro.
Tempi, whatsapp, raccomandazioni, whatsapp, appuntamenti, whatsapp, dove ci vediamo?....ancora whatsapp.
La sveglia presto non è un problema, la bici in macchina già la sera prima.
La colazione saltata, tanto la testa è da un'altra parte.
Piove a pentolate.
"Parcheggio qui o parcheggio la?"
È l'ultimo dei problemi, tanto sei già sul posto un'ora prima.
Comunque .....giardini Colombo.
Si monta la bici, casco stretto e si va.
"Ciao, già qua?"
"Come stai? Sei pronto?"
Ma anche..."vado al ritrovo, ci vediamo la, cazzo quanto piove.?".
"Dove saranno? Dove metto la bici? Ci sono tutti?"
"Dov'è?"
Curiosità di frasi dei giorni precedenti da soddisfare, parole in libertà. Sguardi di sfuggita, tutto apparentemente fuori controllo.
"Scaldatevi, fatelo qua sotto."
"Ci vediamo sul percorso."
Segno della croce.
Da lì in poi si spera solo di vedere, di riconoscere.
E poi arrivano, non c'è più tempo per pensare.
Pronti a imbucarsi ed affiancare.
Ovviamente chi interessa a te.
Gatto, Cucciolo, Fabio, 4H, Diego, PagnottaGioLuisaRobiSimoPirrotsRoom.....hai voglia....la lista è lunga.
E articolata.
A tutti si serve, tutti hanno una spalla che va giù, un busto da sistemare, un braccio messo diverso dall'altro.
Fino a metà gara la voce è per loro.
Anche il primo volo in bici, spedito nell'iperspazio da un nastro da cantiere.
Prima parte andata.
Ci piazziamo qui, al 5.
Chi è? Dov'è?
Quelli che non vedi , sono loro a vederti.
Pure quelli che qua manco ci dovrebbero essere.
"Guarda solo, ma corri dritto!"
E poi stai lì, guardi e aspetti.
Spunti una specie di lista col focus ben preciso, ma sperando di vedere tutti.
Ci pensi.
"Ma che cappellino aveva? Quali maniche?"
Avere una bella memoria aiuta.
Nel frattempo saluta anche gente che manco ricordo chi sia.
Passano, passano....ora si può partire!
Agganci il pedale e riparti.
Le indicazioni diventano più incoraggiamenti, si percepisce in modo differente l'utilità e la bellezza di essere lì.
Il cuore che ci si mette, qui vale ancora di più.
Gente sconosciuta fa suoi consigli che non le erano destinati.
Dai, sono gratis. Un giorno ne hai avuto bisogno anche tu.
Ma, un po', sembra un sacrilegio condividere una parte di te stesso, che tiri fuori solo nelle grandi occasioni, con dei perfetti sconosciuti
E comunque non starai zitto.
"Vai. Sciogli le spalle. Braccia rilassate. Ce la stiamo facendo"
Fino a quando il percorso e l'organizzazione impongono di cambiare percorso.
Il genio e l'improvvisazione suggeriscono la strada.
La distrazione, l'emozione e la concitazione possono anche portare contro il parabrezza di un autobus.
E lo fanno
L'adrenalina porta direttamente al volo successivo dentro ad un binario.
Ma anche alla perdita di contatto visivo, a 300 metri sballottato dalle traversine del tram, prese per ricucire e stare più vicino.
E ce la fai.
Ancora: "Guarda la, si vedono le corna! Ci siamo"
Come si fa a scucire un sorriso in questi momenti?
Ci si prova in ogni modo e, se si è presi bene, la cosa divertente esce fuori.
Ci siamo veramente, dopo due o tre rasette alle macchine in coda.
"Segui fino all'ultimo?"
"Chiaro"
Per modo di dire....a -300 tocca sfilarsi e ficcarsi nelle pozzanghere laterali.
È già finito tutto.
Avessi il cardio addosso ora leggerebbe la metà dei battiti.
Godiamoci 10 minuti di zona traguardo che, con 'sto casino, non si vedrà nessuno.
Nessuno o quasi, ma avresti voluto rivedere tutti.
"Dov'era già la macchina? "
"8km più indietro."
"Andiamo."
Suonano i whatsapp.
Una sosta per ogni risposta.
Una richiesta per ogni sosta.
Ci si mette tanto a fare questi km.
Un cappuccino rovente e l'ultima brioche rimasta nel bar diventano il pranzo (e anche la cena).
La tua vita dov'è?
Oggi era qui.
Ne valeva la pena? Chiaro.