lunedì 12 novembre 2012

La Settimana Santa

Giorni, settimane, mesi e stagioni di corse.
Programmi, tabelle non rispettate e step intermedi di avvicinamento.
Appuntamenti di corsa con chicchessia non previsti, ma aggiunti all'ultimo
momento al solo scopo di aggiungere chilometri.
Dolorini numerati e conosciuti ad uno ad uno, con relativo nome e cognome.
Medie gara corrette al rialzo o al ribasso praticamente ad ogni settimana, poi ad ogni giorno
per finire ad ogni ora.
Si arriva qui, alla Settimana Santa.
E' quella del check continuo, dell'elenco delle cose da mettere nella sacca, delle
disposizioni da rispettare per non buttare all'aria tutto.
Ad'oggi, l'elenco delle cose che mi ricordo sarebbe questo:
-Iscrizione (fatta)
-GPS carico (perche si scarica presto , 'sto maiale)
-Gel e carboidrati vari (acquistati)
-Gentili persone che me li sporgeranno reclutate (quasi tutte....)
-Divisa da gara già riposta in borsone
-Idem per le soluzioni di backup, nel caso dovesse piovere o fare freddo
-Cerotti da capezzolo (ma non credo di metterli)
-Vaselina antisfregamento (mi sto gia sfregando adesso)
-Analisi percorso (già fatta 1000 volte)
-Sveglia per il giorno della gara (già puntata adesso)
-Lenti a contatto (chissà dove le ho messe)
-Occhiali da sole da figo (credo di averli dimenticati al mare)
-Fascia per la fronte uso fronte (comprata preventivamente a luglio in saldo)
-Fascia per la fronte uso collo (funziona meglio dello scaldacollo...)
-Manicotti da braccia di splendido colore celeste (della mia taglia c'erano solo quelli)
-Guantini in cotone da metalmeccanico
-Prova estrazione cheerpack di gel dai suddetti manicotti. (se funziona è meglio.......)
-Lacci di una scarpa preventivamente sfilati per mettere il chip in fretta...
-Scegliere le calze tra quelle portafortuna e quelle che vestono meglio (ma si infilano male)
-Imparare a memoria i tempi ai passaggi fondamentali (5, 10, 15, mezza, 30)
-Eventualmente scriverseli su una mano
-Trovare qualcuno a cui raccontare tutto senza che poi te lo faccia pesare negli anni
-Simulare serenità......ecco....vado.. :-))

lunedì 5 novembre 2012

Cosa manca?

Potrei andare in ordine alfabetico. Oppure di importanza.
Sarebbe anche originale andare in ordine di paranoia.
Nel dubbio vado a casaccio....
Mancano circa il 30% dei km che avrei dovuto fare.
Manca circa la metà dei lavori tecnici.
Manca un bel po' di convinzione.
Manca tutta quella muscolatura che mi sono mangiato all'Arrancabirra.
Manca il mio gradimento verso il percorso.
Manca un obbiettivo umano, da usare come target e tenere li davanti per tutta la gara.

Però...ieri mi sono testato alla 14 miglia di Ciriè andando abbastanza bene
e poi oggi mi sono comprato i manicotti autoreggenti, quindi direi che posso partire tranquillo ;-)

domenica 7 ottobre 2012

A calci nel culo.....

Oggi è domenica e, invece di correre, sto qui a scrivere.
Il motivo? Ho le gambe a pezzi. Perchè? Perchè il mio fisico certe cose non me le fa fare.
L'idea dell'Arrancabirra mi era venuta a giugno, nel momento in cui erano state
aperte le iscrizioni. Sapendo che c'era pochissimo tempo, in un attimo
compilai il form e non ci pensai più. Fino a martedì scorso, quando mi sono ricordato che
dovevo ancora spedire la liberatoria....
Ieri mattina quindi ero a Courmayeur alla partenza.
L'unica premura è stata quella di comprarmi, a prezzo di realizzo, un paio di scarpe da trail
di colore improponibile che, prima di ieri, avevo indossato solo due volte per portare il cane fuori.
Partenza tranquilla, chiaramente. Per un chilometro e qualcosa corricchio, poi ci si mette in fila al passo.
Si va su, di  buon passo. Primo rifornimento a birra e serie di rutti che tuonano per la montagna.
Atmosfera splendida, si sente gente che canta e urla. Ogni due passi una battuta che fa ridere.
Altro rifornimento, grandissimo panorama. Mi fermo a fare qualche foto col mio
paleocellulare. Mando una raffica di mms agli amici e riparto. Cerco di non fermarmi più
per non prendere freddo, intanto verso la cima mi raggiunge enfia a passo spedito.
Foto sulla cima e riparto. Cioè no.
Lì succede l'imprevistissimo:  a scendere iniziano subito a farmi male le gambe.
Male, malissimo, peggio. Non capisco nemmeno se è il caso di lasciarle andare o di frenare.
Comunque ho paura di cadere.
Mi passano avanti donne , vecchi, bambini, donne con cani, vecchi con cani, bambini con cani.
Io sempre li, che non so cosa fare e coi quadricipiti che sembrano non tenermi su.
Le uniche "consolazioni" sono tratti di discesa meno ripida, che però finiscono presto.
Per fortuna ci si riposa un po' ai ristori, poi ci si inventa sempre una discesa un po' più ripida.
Fanno la loro apparizione anche due vesciche sotto agli alluci, mi mancavano.
Mi inciampo una volta e mi salvo per miracolo, un'altra volta mi si muove un sasso sotto il piede.
Realizzo di non averne più e rallento ulteriormente.  Fermo. Per fortuna si comincia sentire il rumore
dell'altoparlante all'arivo. Consola un po'.
L'ultimo pezzo è ripidissimo, ma almeno porta ad una stradina di pendenza "umana".
Non ce ne ho più nemmeno per correre un tratto di 200m. Una pena.
Fine. In 4 ore e rotti.
Come si legge ogni tanto in certi racconti, nella lotta tra me e la montagna ha vinto lei
e mi ha rispedito in città..: a calci nel culo, appunto.