No, che non lo scrivo il nome per intero, che non so se sarebbe contento.
Ma Pg è un grande.
Stasera ho corso con lui. Abbiamo parlato del suo menisco appena operato, della sua intenzione di ricominciare a correre senza strafare.
Un po' si lamenta della pancia che dovrebbe buttare giù.
E poi gli scappa del suo 1'06" sui 400 fatto a 60 anni, della sua 100 km.
Delle maratone che avrebbe ancora in mente di fare.
Adesso che sta riprendendo abbiamo fatto 100 m di corsa e 100m al passo. Ma belli.
Belli ad allenanti come un medio tirato. Perchè correre con delle belle persone è
una splendida cosa.
Insegna molto della vita il correre con lui. La serenità, il guardare avanti.
Pg ha 76 anni e un figlio che aveva la mia età, forte ed entusiasta in tutti gli sport che praticava.
Non c'è più per un incidente, avvenuto due ore dopo che aveva staccato dal pronto soccorso.
Proprio lui che, come lavoro, salvava le vite.
Non ne parliamo, ma è li che corre con noi. E si aggiungono passi su passi...
Io sono così, noi siamo così.
giovedì 16 giugno 2011
martedì 31 maggio 2011
Lardi collaterali
Vediamo un po'....quali danni potrebbero fare 2kg in più addosso?
Facciamo un esempio: un medio da 10k
Il primo viene fuori in 43'20" , finendo l'ultimo con un 3'45" bello sparato.
Il secondo , due settimane dopo, in 43'45" con l'ultimo rantolando in 4'02".
Ecco quindi un buon motivo per rimettersi a stecco
Facciamo un esempio: un medio da 10k
Il primo viene fuori in 43'20" , finendo l'ultimo con un 3'45" bello sparato.
Il secondo , due settimane dopo, in 43'45" con l'ultimo rantolando in 4'02".
Ecco quindi un buon motivo per rimettersi a stecco
lunedì 30 maggio 2011
Andare su col rapportino
Uomini, donne, bambini, magri, grassi, così così, decisamente obesi, estremamente rachitici, con bici ultranuove, con bici sgalfe, con bici fatte di ruggine e (poca) vernice, vestiti da folclore, alcuni trainanti un carrettino col proprio figliolo.
Ecco, combinando tutte queste componenti, si ottengono tutti i tipi del genere umano che sabato scorso mi hanno dato la paga lungo i 13,5 km di salita che ho percorso in modo penoso sul Colle delle Finestre.
Ho dovuto fare sfoggio di tutta la mia filosofia di cicloturista occasionale, altrimenti per il mio orgoglio sarebbe stata dura......
Bello però. Fare parte per qualche km di quel serpentone che, curva dopo curva, non aspettava altro che mettere le ruote sul mitico sterrato è emozionante.
Peccato di poter condividere poco con gli altri ma, d'altra parte, è gia stato tanto che non mi prendano sotto.
Poi, dopo un po' di km, inizia la parte meno poetica di tutto ciò. Detto più esplicitamente, quando comincia a farti male il soprassella.
Questa è una perfidia dei ciclofili. Mica te lo vengono a dire che l'adattamento è una delle cose più penose che si possano sopportare. Macchè....solo racconti di salite, tornanti, colli, km fatti, di andature a 55 km/h.
Del male al culo mai.
Questo potrei farlo io...e anche dettagliatamente.
Lasuma perde, tanto poi la soddisfazione di essere li, tra una lingua di neve e una busa di vacca, ad aspettare che arrivino ESSI riesce a farmi dimenticare tutto.
Poi però tutto succede in troppo in fretta. Passano tutti in un attimo.
C'è il tempo di vedere Contador salire tutto tranquillo, con la catena un salto più in giu degli avversari.
Gadret senza guanti e col ginocchio tutto pieno di taping per la tendinite.
Il gruppo che sale tranquillo, ma intanto li vedi con il sudore che gocciola.
Arrivano in fretta anche gli ultimi e poco importa che, col direttore sportivo, si facciano delle poussèe da 100 m oppure si attacchino spudoratamente all'ammiraglia. L'esaltazione del momento rende tutto bello.
Poi guardi l'ultimo che si allontana e, prendendo la strada per il ritorno, cominci già a programmare l'Alpe d'Huez....... e giu dai tornanti in discesa!!!!!!!
Ecco, combinando tutte queste componenti, si ottengono tutti i tipi del genere umano che sabato scorso mi hanno dato la paga lungo i 13,5 km di salita che ho percorso in modo penoso sul Colle delle Finestre.
Ho dovuto fare sfoggio di tutta la mia filosofia di cicloturista occasionale, altrimenti per il mio orgoglio sarebbe stata dura......
Bello però. Fare parte per qualche km di quel serpentone che, curva dopo curva, non aspettava altro che mettere le ruote sul mitico sterrato è emozionante.
Peccato di poter condividere poco con gli altri ma, d'altra parte, è gia stato tanto che non mi prendano sotto.
Poi, dopo un po' di km, inizia la parte meno poetica di tutto ciò. Detto più esplicitamente, quando comincia a farti male il soprassella.
Questa è una perfidia dei ciclofili. Mica te lo vengono a dire che l'adattamento è una delle cose più penose che si possano sopportare. Macchè....solo racconti di salite, tornanti, colli, km fatti, di andature a 55 km/h.
Del male al culo mai.
Questo potrei farlo io...e anche dettagliatamente.
Lasuma perde, tanto poi la soddisfazione di essere li, tra una lingua di neve e una busa di vacca, ad aspettare che arrivino ESSI riesce a farmi dimenticare tutto.
Poi però tutto succede in troppo in fretta. Passano tutti in un attimo.
C'è il tempo di vedere Contador salire tutto tranquillo, con la catena un salto più in giu degli avversari.
Gadret senza guanti e col ginocchio tutto pieno di taping per la tendinite.
Il gruppo che sale tranquillo, ma intanto li vedi con il sudore che gocciola.
Arrivano in fretta anche gli ultimi e poco importa che, col direttore sportivo, si facciano delle poussèe da 100 m oppure si attacchino spudoratamente all'ammiraglia. L'esaltazione del momento rende tutto bello.
Poi guardi l'ultimo che si allontana e, prendendo la strada per il ritorno, cominci già a programmare l'Alpe d'Huez....... e giu dai tornanti in discesa!!!!!!!
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